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SCIENZA DELLA SOSTENIBILITÀ, il cammino verso uno sviluppo sostenibile
La creazione della Scienza della Sostenibilità è emersa negli ultimi anni come una delle avanguardie più importanti della ricerca scientifica internazionale. Basata su un approccio integrato e trans-disciplinare, è orientata a studiare e interpretare la complessità delle interazioni tra economia, società e natura per proporre soluzioni concrete ai problemi complessi che a livello locale e globale minacciano la sopravvivenza stessa dell’Umanità. Questa nuova Scienza, definita nel rapporto pubblicato dal National Research Council statunitense del 1999 come “un’agenda di ricerca per supportare la transizione verso la sostenibilità”, introduce finalmente un elemento di sistematizzazione e strutturazione della conoscenza orientata alla risoluzione di problemi e sfide posti dallo sviluppo sostenibile, in uno scenario che vede coinvolto non soltanto il mondo accademico ma anche l’industria, la politica e la società nella sua più ampia accezione.
La Scienza della Sostenibilità ha l’ambizioso obiettivo di superare i limiti di un approccio classico e legare la conoscenza dei sistemi naturali ed umani all’azione concreta per raggiungere la sostenibilità. Basandosi sull’instaurazione di network di ricerca a livello internazionale, possiede tre principali innovative caratteristiche: affronta la complessità con un approccio transdisciplinare, è “problem-driven” ed usa il sapere scientifico e locale per risolvere problemi contingenti ed in ultimo promuove il coinvolgimento di diversi stakeholders (società civile, settore privato e policy makers) nel proprio processo di costituzione e definizione del framework di ricerca.
Da un punto di vista accademico e scientifico è stato osservato come il limite del modello di sviluppo dominante è rintracciabile nelle sue basi epistemologiche. L’incapacità di coniugare il sistema di produzione globale con i limiti biofisici della terra vede il proprio riflesso in uno sviluppo della scienza che ha seguito delle linee di investigazione mono-disciplinari e riduzioniste. La Scienza della Sostenibilità non nega la validità scientifica degli ambiti specialistici ma crede che per affrontare i problemi complessi dello sviluppo, un approccio mono-disciplinare sia limitante e che al contrario bisogna sviluppare metodologie e processi transdisciplinari. L’obiettivo diventa dunque riportare la teorizzazione sulla sostenibilità in un’arena ben definita in cui convergano le expertise di innumerevoli discipline accademiche, cercando di limitare al massimo la frammentazione della conoscenza e mirando a trovare soluzioni concrete per i problemi da affrontare.
Il Meta-network
La Sapporo Sustainability Declaration (SSD), elaborata nel corso del primo G8 University Summit nel 2008, ha riconosciuto come le questioni della sostenibilità rappresentino una preoccupazione politica urgente e come le università abbiano in esse una responsabilità fondamentale. La dichiarazione afferma che le università devono portare avanti ricerca scientifica per affrontare problemi di sostenibilità e collaborare con i responsabili politici per lo sviluppo di politiche mirate a promuovere uno sviluppo sostenibile, che siano “fondate su basi scientifiche” e che forniscano soluzioni efficaci.
Inoltre, la SSD specifica che il grado di cooperazione scientifica deve essere globale e in costante aggiornamento e comunicazione. Per questo motivo sin dai primi esordi della Scienza della Sostenibilità si è diffusa la necessità di stringere in comunicazione i centri di avanguardia che lavorano su questo tema da diverse angolature di ricerca. Uno dei capisaldi di questo nascente movimento scientifico è stata la creazione di un Network dei centri di ricerca. Poiché i migliori centri di ricerca sulla sostenibilità si sono affermati come strutturati già in networks, proprio per l’esigenza di portare insieme expertise da più settori, il Network relativo agli studi sulla sostenibilità si è venuto a delineare come un Network di Networks, indicato in seguito come “Meta-network”. La lista delle istituzioni che formano questa rete globale è lunga, per dirne solo alcune sono presenti la Harvard University, la Chalmers University of Technology, la United Nations University (UNU), la Tyndall University, lo Stockholm Resilience Centre, lo Swiss Federal Institute of Technology Zurich, il Centro Interuniversitario di ricerca Per lo Sviluppo sostenibile (CIRPS), l’Integrated Research System for Sustainability Science dell’università di Tokyo (IR3S), la School of Sustainability della Arizona State University (ASU) e molte altre in diverse parti del globo.
Le conferenze internazionali
Tuttavia la grande varietà di temi affrontati, metodologie usate e la diversità di approcci espone lo studio della sostenibilità a un rischio di frammentazione e dispersione anche in presenza di questo network. Per questo motivo si è delineata la necessità di creare un incontro annuo in cui confrontarsi sugli avanzamenti della Scienza della Sostenibilità.
A Febbraio 2009 nella prestigiosa University of Tokyo si è tenuta la prima International Conference on Sustainability Science (ICSS
2009), dove si sono riuniti esponenti importanti di questa vibrante arena. L’evento ha visto la partecipazione dei rappresentanti di 80 Università, che si sono incontrati in sessioni plenarie e workshop paralleli al fine di discutere e confrontarsi sull’attuale crisi della sostenibilità da diversi punti di vista. ICSS 2009 ha rappresentato un momento fondamentale del consolidamento della Scienza della Sostenibilità, al quale ha fatto seguito una seconda edizione che ha visto protagonista il Centro Interuniversitario di ricerca Per lo Sviluppo sostenibile (CIRPS -Sapienza Università di Roma). Il Centro ha avuto l’importante responsabilità di organizzare, insieme a IR3S, ASU, e UNU, la seconda International Conference on Sustainability Science, che si è tenuta a Roma nel Giugno del 2010 (www.icss2010.net).
La Conferenza ha raccolto più di 250 ricercatori, oltre 63 diversi istituti universitari, numerosi networks scientifici, rappresentanti delle istituzioni nazionali ed internazionali e realtà industriali al fine di promuovere la strutturazione del nuovo paradigma scientifico a livello mondiale. Dopo il successo della precedente edizione, frutto di uno straordinario impegno di tutti i partners coinvolti, nel 2010 la Conferenza si è posta il duplice obiettivo di consolidare il ruolo della Scienza della Sostenibilità nell’ambito accademico e allo stesso tempo di far incontrare il mondo dell’industria, la società civile, i top manager di grandi aziende, i decision makers delle istituzioni pubbliche, con gli esponenti dei più autorevoli centri di ricerca scientifica sulla sostenibilità. Come detto, infatti, in questo piano di ristrutturazione della conoscenza scientifica la centralità del ruolo delle università va di pari passo con la necessità di coinvolgere in un processo di co-produzione di conoscenza e pratica i diversi stakeholders, includendo appunto la società civile, i decisori politici e il mondo dell’industria.
Oltre alle sessioni plenarie e alle sessioni tematiche di contenuto scientifico, ampio spazio è stato dedicato a due Panel, il primo ha coinvolto il mondo dell’industria ed il secondo la società civile, con l’obiettivo di trasferire e condividere conoscenza al di fuori dell’ambito accademico e di portare all’interno del processo di creazione della nuova scienza, da una parte i “realizzatori” di soluzioni e dall’altra i diretti interessati delle conseguenze di una condotta di vita globale insostenibile, parimenti protagonisti del necessario cambiamento.
La presenza nel primo panel del settore automotive (FIAT), di quello energetico (Enel), di quello chimico (Sapio) e di quello bancario (Unicredit), ha garantito un’ampia copertura dei modelli di business, mentre la dimensione internazionale dei partner ha conferito un carattere globale ed internazionale alla discussione e all’approccio alle tematiche. Dalla discussione è emersa la decisione di condividere una Roadmap e un Paper di intenti che traghettino il processo di cooperazione verso un vero e proprio Working Group di matrice internazionale, permanente, articolato per tematiche e sfide da affrontare, aperto e rivolto alla totalità delle istituzioni universitarie e realtà imprenditoriali interessate a lavorare assieme, per il raggiungimento della sostenibilità. Grazie ad uno stretto connubio fra teoria e ricerca scientifica da una parte e pragmatismo e logiche industriali dall’altra, si è così instaurato un circolo virtuoso di collaborazione che consentirà di accelerare i tempi e di fornire risposte concrete e mirate a problemi e sfide complesse.
Nel secondo Panel, dedicato all’incontro con la società civile, le presentazioni e la discussione hanno sottolineato il tema ripreso da tutta la conferenza, ovvero la necessità di costruire la comprensione degli approcci multipli che sono necessari per affrontare le questioni della sostenibilità, e come le narrative che si sviluppano per spiegare la dimensione profonda della vita e della nostra relazione con la natura possano aiutare gli scienziati e studiosi della sostenibilità ad essere flessibili e aperti, pronti a tener conto delle molteplici prospettive.
Già sul trampolino di lancio è invece una terza conferenza internazionale, in programma per Febbraio 2012. ICSS 2012: Sustainability Science in Action sarà ospitata dalla Arizona State University, e il tema della conferenza sarà il continuum dalla scienza-all’azione, con lo scopo di analizzare soluzioni per la sostenibilità adottate a vari livelli, che aiutino a definire una direzione per la Scienza. A questo scopo saranno facilitate significative interazioni tra i partecipanti, al fine di costruire e rafforzare reti dedicate alla pratica della scienza della sostenibilità, ma soprattutto ci sarà uno scostamento dal modello classico di conferenza; verrà infatti impiegato un innovativo approccio basato su casi studio. I casi analizzati creeranno una struttura nella quale esaminare l’attuale stato della pratica nella Scienza della Sostenibilità, per poi riflettere su come migliorarla ed ottenere maggiori risultati.
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